Le medicine alternative contro il dolore
Pubblicata il 19 ott 2018 • Da Louise Bollecker
Contro i dolori cronici, i nostri membri usano medicine alternative in aggiunta ai trattamenti medici. Scoprite il risultato del nostro sondaggio a riguardo e condividete i vostri consigli e metodi!
49% dei rispondenti fanno meditazione
La meditazione nella piena consapevolezza permette di osservare meglio i nostri dolori e quindi di combattergli più efficacemente. Riconosciuta come un modo efficace di lottare contro l’ansia o la depressione, la meditazione permette anche di domare i suoi dolori. Lo psicologo clinico Christian Hoenner e la psicoterapeuta Phanie Ridel raccomandano di concentrarsi su una parte del corpo dove non si sente il dolore, per capire il funzionamento della zona, poi di confrontarla con una zona dolorosa. Suggeriscono anche di contare le fasi quando il dolore è forte, poi di contare alla rovescia quando il dolore si calma. Questo rallenta la frequenza e l’intensità del dolore, dopo ripetuti sforzi di concentrazione.
20% dei rispondenti privilegiano l’agopuntura
Secondo la definizione data dall’UNESCO, « l’agopuntura tradizionale costituisce un arte terapeutica che elabora il ragionamento diagnostico e terapeutico su una visione energetica Taoista dell’Uomo e dell’Universo ». Senza entrare nei dettagli del taoismo, i pazienti possono approfittare di questa pratica basata sul controllo delle energie. I metodi sono multipli: aghi per agire sui meridiani e gli organi corrispondenti, la moxa (stimolazione dal calore), ventose, massaggi e consigli sull’igiene di vita e l’alimentazione. Consigliata in particolare contro i disturbi locomotori, le tendiniti, l’artrite, l’artrosi e l’emicrania.
20% dei rispondenti seguono arteterapia
Come lo scittore russo Fiodor Dostoïevski lo scrive, « l’arte salverà il mondo », sembra che sia la stessa cosa per alcuni dei nostri membri! Per il 20% dei nostri rispondenti, l’arteterapia è il modo scelto per lottare contro i dolori cronici. Il principio è semplice: usare la creatività dei pazienti con scopo terapeutico, senza giudizio estetico. Principalmente usata in psicoterapia, per malattie mentali o disturbi del comportamento, l’arteterapia permette ai pazienti di esprimersi altrimenti che mediante parole e di lasciare le loro emozioni risalire in superficie. Se la pittura e la colorazione sono le discipline regine di questa pratica, il teatro e la danza possono anche funzionare.
7% dei rispondenti hanno provato la zooterapia
La mediazione con animale è un’altra terapia alternativa usata nel settore sanitario. Senza sostituire i trattamenti, si pratica in piccoli gruppi di tre persone al massimo sotto la responsabilità di un professionale, nell’ambiente circostante dei pazienti. Il principio consiste nel svegliare delle reazioni, con la presenza di animali educati in questo senso, che permettono di mantenere o migliorare il potenziale cognitivo, fisico, psicosociale o affettivo dei pazienti. Questa pratica contribuisce ad aumentare l’autostima, calmare l’angoscia psicologica ed emotiva, ridurre lo stress e superare le emozioni negative.
1,8% dei rispondenti preferiscono la sofrologia
Concepita per armonizzare il corpo e lo spirito, la sofrologia è una sintesi di tecniche orientali (yoga dinamico, meditazione buddista e zen...) e di rilassamento occidentale (training autogeno di Schultz, metodo Vittoz, rilassamento progressivo di Jacobson...). Installata tra sveglio e sonno, la persona potrà mobilizzare risorse inaspettate. Esercizi respiratori, mentali e uno sforzo di rilassamento permetteranno di sentire il corpo in modo positivo a di gestire meglio i dolori.
1,8% dei rispondenti seguono delle sedute di ipnosi
L’ipnosi terapeutica consiste nel raggiungere uno stato di coscienza modificato dove percepiamo le cose in modo diverso, nello stesso modo in cui siamo quando vediamo un film o quando abbiamo « la testa fra le nuvole ». Il dolore può così diminuire durante una seduta di ipnosi, stimolando risorse del cervello poco usate e attivando i suoi poteri di auto-guarigione. I pazienti riescono anche a tenere a distanza il motivo della loro sofferenza, soprattutto quando è psicologica, per risolverla.
E voi, quale pratica ci consigliate?
Volete provarne una in particolare?
Sondaggio realizzato sul sito Carenity tra il 15 e il 18 ottobre 2018. 55 membri hanno partecipato.
Carenity
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